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Cibo e cuore: gli effetti benefici della frutta disidratata

Le prugne disidratate sono una vera miniera per la nostra salute. Ricche di fibre, vitamine K e potassio, fonte di manganese, rame e vitamina B6, antiossidanti che contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Le Prugne sono prive di sodio, cosa che le rende un alleato prezioso per ogni dieta; esse contribuiscono al mantenimento di una pressione arteriosa nella [...]

Le prugne disidratate sono una vera miniera per la nostra salute.

Ricche di fibre, vitamine K e potassio, fonte di manganese, rame e vitamina B6, antiossidanti che contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Le Prugne sono prive di sodio, cosa che le rende un alleato prezioso per ogni dieta; esse contribuiscono al mantenimento di una pressione arteriosa nella norma, che è uno dei fattori di rischio cardiovascolare da tenere sotto controllo.

 

L’alta pressione arteriosa è una condizione clinica in cui la pressione del sangue nelle arterie della circolazione sistemica risulta elevata.

Ciò comporta un aumento di lavoro per il cuore. Tra i fattori di prevenzione vi sono un corretto stile di vita ma soprattutto una sana alimentazione. Sono sempre di più gli studi che raccontano come un approccio olistico ed un corretto stile di vita aiuta nella prevenzione delle malattie in cui lo stress ossidativo dei radicali liberi ha un ruolo importante.

Cambiamenti nella dieta e nello stile di vita sono in grado di migliorare sensibilmente il controllo della pressione sanguigna.

I fattori ambientali su cui è possibile intervenire per ridurre il rischio di ipertensione comprendono: l’abolizione del fumo, la perdita di peso corporeo e un’alimentazione in cui vi sia un ridotto apporto di sale(1) e mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, variando il più possibile. Questi alimenti forniscono vitamine, minerali e fibre ed hanno poche calorie, pochi carboidrati e grassi. (2)

Diversi studi clinici, inoltre, hanno evidenziato come un basso consumo di sale riduca la pressione arteriosa e raccomandano di evitare cibi ricchi di sodio e poveri di potassio.(3)

Il consumo di prugne secche della California, ad esempio, può essere di aiuto in tutte le diete, poiché hanno un alto contenuto di potassio che aiuta a mantenere la pressione sanguigna a livelli normali, contengono manganese e rame che sono in grado di arginare l’azione dannosa dei tanto temuti radicali liberi che sono dei veri nemici per il nostro organismo ma soprattutto per il cuore.

Ma non solo le prugne secche sono ricche di fibre, e i benefici delle fibre sono molteplici:

  • Funzione intestinale, le fibre insolubili aiutano a prevenire la costipazione.
  • Livelli ematici di glucosio, le fibre solubili possono rallentare la digestione e l’assorbimento dei carboidrati e quindi ridurre il picco glicemico postprandiale e la risposta insulinica.
  • Colesterolo ematico, studi epidemiologici identificano un altro ruolo delle fibre alimentari nella prevenzione delle coronaropatie cardiache grazie al miglioramento dei livelli lipidici nel sangue. (4)

Nella sua ricerca presso la University of California, il prof. Davis, ha evidenziato che gli uomini con livelli di colesterolo moderatamente elevati hanno ottenuto una riduzione sia del colesterolo totale e LDL dopo aver mangiato 10-12 prugne secche (100 grammi di Prugne della California forniscono 7,1 g di fibra, più di un quarto del nostro fabbisogno quotidiano) per 8 settimane di osservazione dello studio. (5)

Una corretta alimentazione, dunque, è fondamentale per una vita sana e più longeva.

Nella frutta secca o disidratata, come le prugne della California, ritroviamo aspetti di gusto e praticità abbinati a preziose qualità nutrizionali: una buona carta da giocare in tutte le diete, sia come spuntino, che come ingrediente nelle nostre ricette.

 

Reference

1.Sacks FM, Appel LJ, Moore TJ, Obarzanek E, Vollmer WM, Svetkey LP, Bray GA, Vogt TM, Cutler JA, Windhauser MM, Lin PH, Karanja N. A dietary approach to prevent hypertension: a review of the Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH) Study. Clin Cardiol.1999;54:381–387.

2 Società Italiana Ipertensione Arteriosa (http://siia.it/alimentazione-e-peso-forma/)

3.John JH, Ziebland S, Yudkin P, Roe LS, Neil HA. Oxford Fruit and Vegetable Study Group.Effects of fruit and vegetable consumption on plasma antioxidant concentrations and blood pressure: a randomised controlled trial. Lancet. 2002;359:1969–1974

4 European Food Information Council (EUFIC), referencing:

  • Position of the American Dietetic Association: Health implications of dietary fibre. Journal of the American Dietetic Assoc. July 2002; Vol. 7: 993-1000.
  • Bessesen, D.H. The Role of Carbohydrates in Insulin Resistance. Journal of Nutrition (2001)131: 2782S – 2786S.
  • De Vries, J. On defining dietary fibre. Proc. of the Nutrition Society (2003): 62, 37-43.
  • Lupton, J.R., Turner, N.D. Dietary Fibre and Coronary Disease: Does the evidence support an association? Current Atherosclerosis Reports (2003): 5, 500-505.
  • Carbohydrates: Nutritional and health aspects. 2003 ILSI Europe Concise Monograph Series. ILSI Press.

5.Tinker, L.F., Schneeman, B.O., Davis, P.A., Gallaher, D.D., Waggoner, C.R. “Consumption of Prunes as a Source of Dietary Fiber in Men with Mild Hypercholesterolemia.” American Journal of Clinical Nutrition 53 (1991): 1259–1265.

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Quando l’endocrinologo può aiutare a “proteggere” le ossa delle donne

Quando l’endocrinologo può aiutare a “proteggere” le ossa delle donne

L’ipertiroidismo può provocare osteoporosi? In Italia sono 3000 i medici specializzati in endocrinologia chiamati alla gestione clinica delle patologie della tiroide e tra queste l’ipertiroidismo, che ha spesso implicazioni sottostimate. Una di queste è l’osteoporosi, una patologia nella quale la perdita di tessuto osseo può essere tanto più grave quanto più lunga è la durata dell’ipertiroidismo. Nelle donne in menopausa [...]

L’ipertiroidismo può provocare osteoporosi?

In Italia sono 3000 i medici specializzati in endocrinologia chiamati alla gestione clinica delle patologie della tiroide e tra queste l’ipertiroidismo, che ha spesso implicazioni sottostimate. Una di queste è l’osteoporosi, una patologia nella quale la perdita di tessuto osseo può essere tanto più grave quanto più lunga è la durata dell’ipertiroidismo.

Nelle donne in menopausa l’osteoporosi da ipertiroidismo può assumere caratteri di particolare gravità e interessa tutti i distretti ossei, in particolare la colonna vertebrale¹.

Il ruolo dell’alimentazione nelle pazienti affette da osteoporosi da ipertiroidismo

E’ indispensabile prevedere un’alimentazione varia e corretta, oltre a controllare il consumo di iodio. Anche il sale è molto importante nei pazienti affetti da osteoporosi da ipertiroidismo².

Uno dei meccanismi patogenetici è rappresentato da un’aumentata escrezione di calcio con le urine³, che determina un bilancio negativo del calcio che può predisporre a una maggior perdita ossea nei soggetti ipertesi. Si ipotizza che il legame fra ipertensione e osteoporosi sia da cercare nel gene che codifica il cotrasportatore sodio-cloro sensibile ai tiazidici.

Esistono cibi indicati per una corretta prevenzione?

Numerosi studi evidenziano come i cibi ricchi di calcio sono necessari per una buona salute delle ossa riducendo la perdita di minerale osseo in particolare nelle donne in menopausa, fattore di rischio per le fratture dovute  all’osteoporosi. Ci sono inoltre molti altri nutrienti che hanno un ruolo protettivo per la salute delle ossa, tra cui vitamina D, proteine, vitamina K, vitamina A, magnesio, zinco, vitamine del gruppo B e l’omocisteina.²/ ⁴

Un prezioso alleato è la frutta e in particolare la frutta disidratata, come le Prugne della California, ricche di potassio, che contribuiscono alla normale funzione muscolare; di prezioso manganese, che contribuisce alla normale formazione di tessuto connettivo; una fonte di rame, ad alto contenuto di vitamina K, che contribuisce alla normale coagulazione del sangue, di vitamina B6 che aiuta alla normale formazione dei globuli rossi. Sono inoltre prive di sodio e ricche di fibre. La vitamina K e il manganese contribuiscono al mantenimento delle ossa, mentre manganese e rame sono nutrienti antiossidanti che contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Che le prugne disidratate possono essere un valido aiuto contro l’osteoporosi e per la salute delle ossa più in generale, lo dimostrano numerosi studi scientifici.

Uno studio presentato all’International Symposium on Nutritional Aspects of Osteoporosis (ISNAO)⁵ di Montreal, in Canada, dimostra come un piccolo aiuto quotidiano possa venire dalle prugne della California per mantenere la salute delle ossa nelle donne in postmenopausa, contribuendo a ridurre al minimo la perdita ossea.

Anche dagli USA arriva un’ulteriore conferma. Una ricerca del Dottor Hooshmand dell’Università della Florida, ci offre una panoramica sul benessere del corpo in relazione all’alimentazione, con un focus sulla salute delle ossa, invitando a considerare il cibo non solo come mero mezzo per sfamarci, ma  soprattutto come alleato nella prevenzione di molte patologie, tra le quali l’osteoporosi. Lo studio del Dr. Hooshmand mostra come l’assunzione di 50-100 gr di prugne secche contribuisce all’aumento della densità minerale ossea (DMO), in parte in ragione delle soppressione della velocità del turnover osseo. La ricerca si è sviluppata su un campione di 160 donne con osteopenia, in menopausa da 1-10 anni che hanno ricevuto giornalmente un supplemento di calcio e vitamina D, più 100g di prugne secche/giorno o 75g di mele essiccate/giorno, per un anno⁶. Con l’assunzione di prugne secche, i valori di densità minerale ossea sono migliorati rispetto al basale per le pazienti di tutti i centri sottoposti al rilevamento, con aumento significativo della densità minerale ossea a livello dell’ulna e del rachide, rispetto al gruppo di controllo.

Un altro studio⁷ ha mostrato l’efficacia di una dose giornaliera di 100 g. (più supplementi di calcio e vitamina D) in 48 donne in postmenopausa affette da osteopenia da oltre 6 mesi, ed i risultati hanno dimostrato che già una dose di  50g è efficace nel rallentare la perdita di massa ossea.

E’ opportuno che lo specialista, in questo caso l’endocrinologo, consigli di integrare il proprio regime alimentare con cibi che possano contribuire alla prevenzione di questa patologia.

Referenze:

¹Bone Miner. 1993 Apr;21(1):1-8.

Bone mass in females with different thyroid disorders: influence of menopausal status.

Campos-Pastor MM1, Muñoz-Torres M, Escobar-Jiménez F, Ruiz de Almodóvar M, Jódar Gimeno E

² Nat Rev Endocrinol. 2014 Mar; 10(3): 136–142 Consequences of excess iodine

³ J Endocrinol Invest. 2009;32(4 Suppl):15-20.Salt intake, hypertension, and osteoporosis.Caudarella R1, Vescini F, Rizzoli E, Francucci CM.

International Osteoporosis Foundation (2015) Healthy Nutrition, Healthy Bones. Available at :

Endocrinologia revITA – Copia.docx(accessed 07703/2017)

Hooshmand S, Chai S, Saadat Ret al. “Comparative Effects on Dried Plums and Dried Apple on Bone in Postmenopausal Women.” Br J Nutr. 2011:106:923-930

Hooshmand A, Brisco JRY, Arjmandi BH (2014) The effect of dried plum on serum levels of receptor activator of NF-kB ligand, osteoprotegerin and sclerostin in osteopenic postmenopausal women: a randomised controlled trial. BJN. 112; 55-60.

Hooshmand S, Kern M, Metti D, Shamloufard P, Chai S, Johnson S, Payton M, Arjmandi B (2016) The effect of two doses of dried plum on bone density and bone biomarkers in osteopenic postmenopausal women: a randomized, controlled trial. British Journal of Nutrition. 112; 55–60

Hooshmand S, Chai S, Saadat Ret al. “Comparative Effects on Dried Plums and Dried Apple on Bone in Postmenopausal Women.” Br J Nutr. 2011:106:923-930

Hooshmand A, Brisco JRY, Arjmandi BH (2014) The effect of dried plum on serum levels of receptor activator of NF-kB ligand, osteoprotegerin and sclerostin in osteopenic postmenopausal women: a randomised controlled trial. BJN. 112; 55-60.

Hooshmand S, Kern M, Metti D, Shamloufard P, Chai S, Johnson S, Payton M, Arjmandi B (2016) The effect of two doses of dried plum on bone density and bone biomarkers in osteopenic postmenopausal women: a randomized, controlled trial. British Journal of Nutrition. 112; 55–60

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Salute delle ossa:  un valido aiuto può provenire dalle prugne secche

Salute delle ossa: un valido aiuto può provenire dalle prugne secche

L’osteoporosi sta diventando un problema di salute sempre più serio. Secondo l’International Osteoporosis Foundation (IOF)¹, una donna su tre sopra i 40 anni e almeno un uomo su cinque sopra i 60 anni riporterà una frattura nel corso della sua vita a causa dell’osteoporosi. Questa patologia è caratterizzata da bassa densità minerale ossea (BMD) che espone i pazienti a maggior [...]

L’osteoporosi sta diventando un problema di salute sempre più serio. Secondo l’International Osteoporosis Foundation (IOF)¹, una donna su tre sopra i 40 anni e almeno un uomo su cinque sopra i 60 anni riporterà una frattura nel corso della sua vita a causa dell’osteoporosi.

Questa patologia è caratterizzata da bassa densità minerale ossea (BMD) che espone i pazienti a maggior rischio di frattura anche per traumi di lieve entità.

Attualmente i dati ci dicono che questa patologia colpisce soprattutto le donne in menopausa: la stima sulla popolazione europea che soffrano di osteoporosi e che causa 3,5 milioni di fratture all’anno si aggira attorno a 22 milioni di donne e 5,5 milioni di uomini.

Il trattamento dell’osteoporosi necessita sempre più un approccio multidisciplinare che coinvolge specialisti come l’endocrinologo, l’internista, il reumatologo e l’ortopedico.

Partendo da queste premesse il ginecologo può giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione di questa malattia perché ha l’opportunità di incontrare regolarmente le donne, soprattutto nell’età della menopausa, in quanto l’osteoporosi si manifesta principalmente in questa fascia di età.

Come fare una corretta prevenzione?

L’approccio alla paziente deve essere olistico, cioè bisogna considerare molteplici aspetti: stile di vita, regolari controlli e una corretta alimentazione.

Numerosi studi evidenziano come tutti i cibi contenenti il calcio sono necessari per un corretto mantenimento delle ossa in salute, riducendo la perdita di minerale ossea nelle donne post menopausa. Una bassa densità minerale ossea è un fattore di rischio per le fratture dovute all’osteoporosi.

A questi però si aggiungono anche una serie di cibi ricchi soprattutto di vitamina D, Silicio, Magnesio, Manganese e Zinco che sono ugualmente preziosi alleati nella prevenzione della malattia delle ossa.

Tra questi uno dei più importanti è la prugna della California, ricca di vitamina K e preziosa fonte di Manganese.

Che le prugne secche possono essere un valido aiuto contro l’osteoporosi e per la salute delle ossa lo testimoniano molteplici ricerche scientifiche.

Di recente, uno studio presentato all’International Symposium on Nutritional Aspects of Osteoporosis (ISNAO)² di Montreal, in Canada, dimostra come un piccolo aiuto quotidiano possa venire dalle prugne della California, che contribuiscono al mantenimento in salute delle nostre ossa e alla massimizzazione del potenziale di massa ossea.

Anche dagli USA arriva un’ulteriore conferma. Una ricerca³ del Dottor Bahram H. Arjmandi dell’ Università della Florida, ci offre una panoramica sul benessere del corpo in relazione

all’alimentazione, con un focus sulla salute delle ossa, invitando a considerare il cibo non solo come mero mezzo per sfamarci, ma soprattutto come alleato nella prevenzione di molte patologie, come proprio l’osteoporosi.

Lo studio del Dr. Arjmandi mostra come l’assunzione di 50-100 gr di prugne secche contribuisce all’aumento della densità minerale ossea (DMO), in parte in ragione delle soppressione della velocità del turnover osseo

La ricerca si è sviluppata su un campione di 160 donne con osteopenia, in menopausa da 1-10 anni. Hanno ricevuto giornalmente calcio e vitamina D, più 100g di prugne secche/die o 75g di mele essiccate/die, per un anno. Con l’assunzione di prugne secche, i valori di densità minerale ossea sono migliorati rispetto al basale per le pazienti di tutti i centri sottoposti al rilevamento, con aumento significativo della densità minerale ossea a livello dell’ulna e del rachide, rispetto al gruppo di controllo.

Anche da Boston durante le sessioni dell’ISNAO e dell’ Experimental Biology Conference di Boston negli Stati Uniti, Shirin Hooshmand, ricercatore e professore associato del Dipartimento di Science Motorie e Scienze Alimentari della San Diego State University, ha presentato una ricerca⁴ che ha comparativamente esaminato l’efficacia di una più piccola dose di prugne secche: 50 grammi sulle donne più anziane e affette da osteoporosi da più di 6 mesi. I risultati hanno evidenziato che una porzione di prugne secche può essere davvero utile per la salute delle ossa, rallentando la perdita ossea.

“Noi siamo quello che mangiamo”, citava il filosofo Ludwig Feuerbach.

Ed oggi, grazie a importanti passi avanti della ricerca scientifica, questa antica affermazione è un vero assioma.

E’ opportuno che lo specialista, in questo caso il ginecologo, consigli di integrare il proprio regime alimentare con cibi che possano contribuire alla prevenzione di questa patologia.

 

  1. Melton LJ, 3rd, Atkinson EJ, O’Connor MK, et al. (1998) Bone density and fracture risk in men. J Bone Miner Res 13:1915.

Melton LJ, 3rd, Chrischilles EA, Cooper C, et al. (1992) Perspective. How many women have osteoporosis? J Bone Miner Res 7:1005.

Kanis JA, Johnell O, Oden A, et al. (2000) Long-term risk of osteoporotic fracture in Malmo. Osteoporosis Int 11:669.

  1. Bernard Halloran, PhD, professor of medicine at the University of California, San Francisco, presented his new study today at ISNAO. Based on his previous research that discovered dried plums can restore bone loss in an aging model. https://www.nof.org/2015/06/18/research-suggests-a-link-between-dried-plums-and-healthy-bones/
  2. Hooshmand S. Arjmandi, B.H. et al. “Comparative Effects on Dried Plums and Dried Apple on Bone in Postmenopausal Women.”Br J Nutr. 2011:106:923-930

Hooshmand S, Chai SC, Saadat RL, Payton ME, Brummel-Smith K and Arjmandi BH.”Comparative Effects of Dried Plum and Dried Apple on Bone in Postmenopausal Women British” Journal of Nutrition 2011;106:923:-930

  1. Shirin Hooshmand, Jayme R. Y. Brisco and Bahram H. Arjmandi ” The Effect of Dried Plum on Serum Levels of Receptor Activator of NF-kB Ligand, Osteoprotegerin and Sclerostin in Osteopenic Postmenopausal Women: A Randomised Controlled Trial” British Journal of Nutrition, April 2014.
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Osteoporosi nelle donne: quando l’ortopedico può aiutare a migliorare la densità ossea

Osteoporosi nelle donne: quando l’ortopedico può aiutare a migliorare la densità ossea

I numeri dell’osteoporosi sono allarmanti e in continuo aumento: solo in Italia le donne affette da questa patologia sono 3,5 milioni e ogni anno vengono registrare 250.000 fratture di anca, femore e vertebre come conseguenza della perdita di massa ossea. La gestione dell’osteoporosi, nell’età pre e post menopausale è normalmente a carico dello specialista ginecologo. Dopo i 65 anni, più [...]

I numeri dell’osteoporosi sono allarmanti e in continuo aumento: solo in Italia le donne affette da questa patologia sono 3,5 milioni e ogni anno vengono registrare 250.000 fratture di anca, femore e vertebre come conseguenza della perdita di massa ossea.

La gestione dell’osteoporosi, nell’età pre e post menopausale è normalmente a carico dello specialista ginecologo. Dopo i 65 anni, più spesso lo specialista di riferimento diventa l’ortopedico, quando, a causa di dolori acuti spesso causati da fratture vertebrali non diagnosticate o dopo i risultati della MOC-Dexa, la paziente viene indirizzata a questo Specialista per suggerimenti e consigli.

Proprio in questa fase entrano in gioco le competenze dell’ortopedico, che ha la massima conoscenza dell’apparato osseo e del suo funzionamento e al quale è richiesto un impegno sempre maggiore nella gestione dell’osteoporosi, nella sua diagnosi, nella prescrizione delle corrette terapie ma anche nel suggerimento di stili di vita più adeguati.

A qualsiasi età è possibile fare qualcosa per prevenire o migliorare la densità ossea alterata, perseguendo uno stile di vita corretto che aiuti a mantenere in salute il corpo in generale, ossa comprese, prevenendo le complicazioni dello scheletro.

Tre i capisaldi del vivere sano bisogna evitare il fumo, perché aumenta il rischio di osteoporosi e di fratture, mantenere un’attività fisica regolare e adottare un’alimentazione corretta, che favorisca il mantenimento del peso e la salute dell’osso in particolare con alimenti ricchi di calcio, fondamentali per prevenire e combattere l’osteoporosi. Tra gli alleati ci sono il latte e derivati come formaggio e yogurt, legumi, verdure e pesce azzurro e una dose giornaliera di frutta disidratata come le prugne che possono risultare utile ai processi di mineralizzazione dell’osso.

Le prugne della California sono un prezioso alleato, prive di sodio, ricche di fibre, vitamina K e potassio, fonte di manganese, rame e vitamina B6, antiossidanti che contribuiscono alle protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Che possono essere un valido aiuto in un’ottica di prevenzione per l’osteoporosi e la salute delle ossa più in generale, lo ha dimostrato uno studio scientifico coordinato dal Dottor Bahram H. Arjmandi ¹ , Direttore del Center fod Advancing Exercise and Nutrition Research on Ageing presso la Florida State University (USA).

Lo studio mostra come l’assunzione di 100 grammi di prugne secche contribuisca all’aumento della densità minerale ossea (DMO), in parte in ragione della soppressione della velocità di turnover osseo. 160 donne con osteopenia, in menopausa da 1-10 anni, hanno ricevuto giornalmente calcio e vitamina D, più 100 g di prugne secche/die o 75 g di mele essiccate/die, per un anno. Con l’assunzione di prugne secche, i valori di densità minerale ossea sono migliorati rispetto al basale, per le pazienti di tutti i centri sottoposti al rilevamento, con aumento significativo della densità minerale ossea a livello dell’ulna e del rachide, rispetto al gruppo di controllo.

Rinforzare le ossa con una corretta alimentazione dunque è possibile. Il primo passo è informarsi bene e, nel dubbio, chiedere consiglio al proprio Specialista. Con un’alimentazione corretta le nostre ossa potranno beneficiare degli effetti positivi della buona tavola e noi potremo contribuire a prevenire patologie serie come l’osteoporosi.

  1. Hooshmand S. Arjmandi, B.H. et al. “Comparative Effects on Dried Plums and Dried Apple on Bone in Postmenopausal Women.” Br J Nutr. 2011:106:923-930
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FRUTTA SECCA: SFATARE I MITI DELLO ZUCCHERO JENNETTE HIGGS, CONSULENTE DIETISTA, CALIFORNIA PRUNE BOARD

A ragione o torto, i consumi eccessivi di zucchero non sono visti di buon occhio dagli esperti del settore salute a causa dell’associazione tra elevata quantità di zuccheri “liberi” e scarsa qualità alimentare, obesità e incremento del rischio di malattie non trasmissibili – malattie cardiache, cancro, diabete, asma e malattie dentali sono le più diffuse a livello mondiale! Gli zuccheri [...]

A ragione o torto, i consumi eccessivi di zucchero non sono visti di buon occhio dagli esperti del settore salute a causa dell’associazione tra elevata quantità di zuccheri “liberi” e scarsa qualità alimentare, obesità e incremento del rischio di malattie non trasmissibili – malattie cardiache, cancro, diabete, asma e malattie dentali sono le più diffuse a livello mondiale! Gli zuccheri liberi includono i monosaccaridi e i disaccaridi che vengono aggiunti ad alimenti e bevande da produttori, cuochi o consumatori, e gli zuccheri presenti naturalmente in miele, sciroppi, succhi di frutta e succhi di frutta concentrati[i]. Sarebbe quindi plausibile pensare che la frutta secca tradizionale sia esclusa dalle campagne di salute pubblica in corso, pensate per soddisfare le raccomandazioni dell’OMS sulla riduzione della quantità di zuccheri a meno del 10% del fabbisogno calorico giornaliero. O no?

L’accento è posto sulla riduzione delle bevande zuccherate e sullo zucchero presente in succhi di frutta e smoothie, poiché queste bevande ad alto apporto energetico vengono consumate in grandi quantità semplicemente per placare la sete! Oltre alla riduzione degli zuccheri, anche il ruolo protettivo delle fibre alimentari per ridurre i rischi connessi alla salute è ben noto. Infatti, lo Scientific Advisory Committee on Nutrition in UK raccomanda la riduzione di zuccheri a meno del 5% dell’apporto energetico complessivo, oltre all’incremento della quantità di fibre da 25 g a 30 g al giorno[ii]. Per la maggior parte dei consumatori questo risultato sarebbe difficile da raggiungere e, proprio per questo, la frutta secca tradizionale potrebbe essere promossa per la sua importanza in una dieta salutare, per l’apporto dell’elevata quantità di fibre alimentari in un formato naturale e dolce al palato.

La frutta secca, quindi, dovrebbe essere raccomandata dai professionisti della salute come parte della soluzione – giusto? Sembra di no, per diverse ragioni.

La popolarità degli snack alla frutta trattati, con quantità variabili di frutta in pezzi, in prima linea, succhi di frutta concentrati e altre forme di zuccheri aggiunti (per esempio lo sciroppo di glucosio nelle guarnizioni per lo yogurt), purtroppo, stanno confondendo i confini tra i prodotti dolciari, che si trovano a un estremo (con quasi il 100% di zuccheri) e la frutta secca tradizionale che si posiziona all’altro estremo (non ha zuccheri aggiunti). Gli snack trattati alla frutta sono stati promossi come salutari, alcuni di loro millantano di contribuire ai cosiddetti “5 al giorno” e di essere adatti al pranzo fuori casa dei bambini, senza che i consumatori, fino ad ora, abbiano messo in discussione questa percezione. Un sondaggio effettuato nel Regno Unito nel 2015[iii] sugli snack alla frutta salutari per i bambini ha rivelato che l’85% conteneva più zuccheri delle caramelle Haribo (più di 4 cucchiai di zuccheri a porzione).

Report di questo tipo hanno contribuito all’attenta valutazione che l’industria ha fatto sul ruolo della frutta e degli zuccheri come vantaggio per la salute, ma c’è un lungo percorso da fare poiché sembra che, sia consumatori, sia professionisti della salute non facciano una distinzione automatica tra frutta con zuccheri aggiunti e frutta pura al 100%. Dato che lo zucchero assume una connotazione negativa, è necessario proteggere la frutta secca tradizionale per far sì che non sia inserita nel calderone dei prodotti zuccherati e poco sani!

In secondo luogo, la frutta secca è inclusa nella lista di alimenti da limitare al consumo durante i pasti a causa del loro potenziale effetto dannoso sui denti. Nel sito di NHS (National Health Service) nel Regno Unito è presente la seguente affermazione – ‘una porzione di 30 g di frutta secca, come ribes, datteri, uvetta e fichi, conta come una delle tue 5 porzioni di frutta al giorno, ma dovrebbe essere mangiata durante i pasti, non uno spuntino tra due pasti, per ridurre l’impatto sui denti’[iv]

Potenzialmente questo è un caso vero di leggenda metropolitana, con il rischio che si tramandi nel tempo, in modo incontrollato, e che venga inclusa come dato di fatto nei nuovi consigli sulla salute! Il California Prune Board ha preso sul serio la questione e ha commissionato una revisione della letteratura scientifica per trovare la fonte dei consigli negativi sulla salute dentale associati alla frutta secca. La salute orale è una questione complessa e risultati preliminari evidenziano una mancanza di dati coerenti; per questo è necessaria una ricerca più approfondita per assicurare evidenze fondate su prove scientifiche. Le precedenti ricerche erano centrate sul fatto che la frutta secca si attaccasse ai denti, ma metodi di ricerca più avanzati sfidano queste assunzioni. Le prugne possono portare potenziali benefici alla salute dentale, come la stimolazione del flusso di saliva attraverso masticazione; le proprietà antimicrobiche causate dall’alto contenuto di polifenoli; l’azione di pulizia effettuata dalle fibre; e una bassa fermentabilità dovuta all’elevata quantità di sorbitolo e al basso contenuto di saccarosio nelle prugne[v].

La frutta secca tradizionale è semplicemente frutta fresca a cui è stata rimossa l’acqua, con questo presupposto la frutta secca dovrebbe essere un’alternativa valida a quella fresca. Sfortunatamente anche gli opinion leader non sono chiari sul relativo contenuto di zucchero nella frutta secca e, in questo modo, nel migliore dei casi, può essere vista come un’opzione migliore rispetto ai prodotti dolciari – ben lontani dalla frutta fresca! L’adozione dei consigli di salute dentale e del consumo di frutta secca limitato ai pasti, quindi, è stato un passo naturale. Questo mina il ruolo potenziale della frutta secca come snack salutare alternativo agli spuntini tipici che possono contenere un quantitativo maggiore di zuccheri, grassi e sale!

Questa visione non è nuova per l’industria della frutta secca, infatti, un eccellente report pubblicato nel 2011[vi] riassume il punto di vista di un gruppo di scienziati il quale sostiene che la frutta secca tradizionale possa e debba essere considerata al pari di quella fresca e quindi contribuire al raggiungimento del maggior consumo di frutta e verdura necessari per il miglioramento delle condizioni sanitarie.

Come industria abbiamo bisogno di fare di più per sganciare la frutta secca tradizionale dai prodotti di frutta trattati; correggere la disinformazione con una comunicazione accurata e ricerche di alta qualità; e riposizionare la frutta secca tradizionale come una scelta di snack salutare – come è sempre stato in molte parti del mondo, ad esempio nelle aree del Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente! La frutta secca tradizionale ha un’opportunità per contribuire al miglioramento delle abitudini dei consumatori in fatto di spuntini, se sono incoraggiati a farlo!

 

Benefici nutrizionali della frutta secca tradizionale:

Contiene solo zucchero presente naturalmente, senza zuccheri aggiunti.

 

(Naturalmente) a basso contenuto di grassi e senza sale.

 

Elevata fonte di fibre: albicocche, prugne, datteri

 

Fonte di fibre: uvetta

 

 

Uvetta, Albicocche, Prugne, Datteri
Potassio, Rame

 

Uvetta
Manganese

 

Albicocche

Ferro, niacina, vitamine A&E

 

Prugne

Manganese, vitamina K

 

 

California Prune Board
Il California Prune Board opera sotto l’autorità del Department of Food & Agriculture della California e rappresenta 900 coltivatori e 29 confezionatori di prugne della California, supportando la vitalità dell’industria. Il California Prune Board è il più grande produttore di prugne nel mondo ed esporta in 72 paesi.

Sito ufficiale http://www.californiaprunes.it/
Facebook @prugnedellacalifornia
Instagram @PrugnedellaCalifornia
Twitter @DottPlum
[i] WHO, 2015. Guideline: Sugars intake for adults and children. 2015 Geneva, Switzerland: World Health Organization.

[ii] SACN, 2015. Carbohydrates and health. Scientific Advisory Committee on Nutrition. London, TSO

[iii] Action on Sugars May 2015…..

[iv] http://www.nhs.uk/Livewell/5ADAY/Pages/Whatcounts.aspx

[v] Sadler, M 2016, in press Review: dried fruit and dental health

[vi] http://www.nutfruit.org/en/traditional-dried-fruits-valuable-tools-to-meet-dietary-recommendations-for-fruit-intake_36948

 

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